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Cenni sulla Metodologia di analisi a ultrasuoni
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É una tecnica non distruttiva che utilizza onde ultrasonore che attraversano i materiali per rilevarne discontinuità.
Si possono usare sia per porzioni interne che superficiali su moltissimi materiali e su tutti i metalli. La facilità o la difficoltà dell’analisi dipendono dal materiale.

Fissiamo tre termini importanti:

  • Indicazione – tutto ciò che osserviamo a prima vista senza fare alcun tipo di considerazione
  • Discontinuità – ogni indicazione che può essere messa in relazione con disomogeneità presenti nella struttura del materiale in esame.
  • Difetto – ogni discontinuità non ammessa dal criterio di accettabilità della specifica utilizzata. (o dal campione)


Percorso dell'analisi

  • si osserva l’indicazione
  • si valutano i disturbi (ad esempio interferenze elettriche)
  • dalle indicazioni si valutano le discontinuità (per ora non definibili)
  • rilevate le discontinuità si considerano come difetti o no, in base a criteri di valutazione.
  • solo le discontinuità che non rientrano nei “criteri di accettabilità” vengono definite come difetti.
    I criteri di accettabilità sono definiti ed identificati dai 3° livelli.

La qualifica degli ultrasonisti deve essere certificata ad uno dei seguenti livelli:

1° livello qualificato all'utilizzo degli strumenti
2° livello qualificato alle analisi e alla loro valutazione, gestisce i primi livelli
3° livello qualificato ad emettere le procedure di controllo, formare i primi e i secondi livelli.

La normativa di riferimento: ASNT Americana e EN 473 Europea


Ultrasuoni

L’ultrasuono è un onda meccanica che si trasferisce nel mezzo ad una frequenza superiore alla banda udibile, quindi a valori di frequenza superiori a 20KHz.

banda

L’intervallo ultrasonico utilizzato per la diagnosi era solitamente compreso fra 0.5 MHz e 25MHz, ma l'anailisi dei materiali compositi ha reso oggi necessario allargare questa finestra verso il basso fino a 20 KHz.

Propagazione

La materia anche se detta solida è composta da grandi spazi fra le particelle che la compongono. Le particelle in questi spazi hanno gradi di libertà di movimento. Si potrebbero rappresentare queste particelle come palline collegate negli spazi fra di loro da molle elastiche che possano comprimersi e allungarsi. Se una pallina è premuta, trasferisce il movimento alla pallina adiacente generando lo spostamento anche in questa.

Quando il carico viene eliminato le palline ritornano al proprio posto. Grazie all’equilibrio delle molle la deformazione si assorbe e la materia ritorna allo stato iniziale.



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